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CORAGGIO

Il coraggio non e' solo affrontare un drago lancia in resta o attraversare l'oceano su un guscio di noce.

Esiste il coraggio di tutti i giorni, forse meno appariscente ed all'apparenza meno gratificante. E' il coraggio che ci manca quando non siamo noi stessi, e' la paura di far vedere fuori chi siamo veramente dentro, e' il terrore di fare i conti con il giudizio degli altri.

Portiamo dentro di noi terribili segreti, inconfessabili ai colleghi d'ufficio, ai compagni di scuola od ai nostri familiari, segreti come: " io sono allegro e scherzoso, ma devo fare il serio, altrimenti non mi considerano", "io non la penso in questo modo, ma non lo dico perche' poi vengo segnato a dito per sempre" o " qui mi comporto cosi' perche' ho un immagine da difendere, ma fuori sono una persona diversa".

Troviamo il coraggio di essere fuori cosi' come siamo dentro. Non facciamoci portare via i nostri sentimenti positivi ed esprimiamoli, anche se intorno tutto rema contro. E' l'ambiente esterno che va condizionato dalla nostra positivita' interna, non viceversa. Dobbiamo porci come fossimo una stanza illuminata che da' su un corridoio buio: quando si apre la porta e' la luce della stanza che inonda il corridoio, non il buio esterno che entra. Tiriamo fuori tutto quello che di buono c'e', ed e' tanto, in noi, senza preoccuparci di sembrare per questo piu' fragili.

Esiste poi un altro coraggio, che fa del bene alle persone intorno a noi: e' il coraggio di chi esprime i propri sentimenti d'amore, di stima e di affetto senza vergognarsene o senza aspettare di essere gratificato per questo. Quante volte alle persone che amiamo diciamo "TI VOGLIO BENE" ? Una frase del genere detta ad un genitore e' una vitamina favolosa, un elisir di giovinezza non solo fisica, ma soprattutto di spirito. Non aspettiamo che una persona sia ammalata per riempirla d'affetto, di attenzioni o di coccole, dispensiamo con generosita' abbracci, parole di stima e di apprezzamento, dichiarazioni di affetto sincero. Abbiamo intorno persone che neanche sanno di contare tantissimo per noi, colleghi, compagni o semplici conoscenti che sospettano neanche lontanamente la stima o l'ammirazione che abbiamo per loro. Andiamo da loro e diciamogli, molto francamente: " volevo dirti che ti reputo un grande amico" - " voglio che tu sappia che il tuo insegnamento od il tuo aiuto mi e' stato prezioso" - " voglio ringraziarti per essermi vicino".

Non e' affrontando un drago che si dimostra di essere coraggiosi, ma trovando ed esprimendo il nostro vero essere, che poi e' l'immagine di Dio.

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