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DISCREZIONE

La discrezione, intesa come la capacita' di giudicare in maniera non giudicante, non e' una dote facile. Non e' facile ricordarsi di averla quando sulla nostra strada incrociamo qualcuno che ci solletica i nostri nervi piu' scoperti, spingendoci a liquidarlo con un facile giudizio senza mettere in discussione la nostra reazione. Non e' facile saper guardare al di la' delle apparenze, arrivando al vero. Secondo il vocabolario, la discrezione e' la piena facolta' di scelta e di decisione, oppure misura nel trattare con gli altri. Entrambe le definizioni hanno un importanza cruciale per le nostre vite, tanto che nel Vangelo vengono affrontate a piu' riprese. Noi in ogni momento possiamo scegliere, siamo liberi, liberi di accettare le conseguenze delle nostre scelte ed affrontare tali conseguenze con tutto il carico positivo e negativo che esse comportano. Imparare a discernere non e' semplice, ma e' l'obiettivo a cui tendere, sicuramente: spesso non riusciamo a vedere distintamente nemmeno la punta del nostro naso, figurarsi al di la' di essa; noi chiediamo, facciamo, imploriamo, tramiamo ed a volte preghiamo per qualcosa che identifichiamo come "IL MEGLIO" per noi, senza renderci conto che quello che noi consideriamo il nostro "bene" e' qualcosa di temporaneo, qualcosa che oggi appare come bene, ieri non era cosi' importante ed un domani perdera' quella grande importanza che noi ora gli  attribuiamo. Dobbiamo imparare a scegliere si', ma a scegliere di accettare con fiducia quello che ci viene dato: la nostra capacita' di discernimento e gudizio e' offuscata dai condizionamenti che ci attorniano, quindi il lasciar andare, senza giudicare, e' la ricetta migliore: "tutto quello che Dio ti da e' per il tuo bene " non e' solo un racconto, deve diventare il nostro modo di vivere e di pensare. E' altresi' evidente che il nostro modo di trattare con gli altri diventa fondamentale quando si tratta di giudicare il modo in cui dagli altri veniamo trattati: ovviamente la legge del karma e' spietata a questo proposito. Troviamo decisamente scandalosi certi comportamenti nei nostri confronti, dimenticandosi con noncuranza come ci siamo comportati a nostra volta verso qualcun altro. Il problema nasce probabilmente dal fatto che consideriamo quello che si fa ad un altra persona con un metro di giudizio terribilmente differente da quello utilizzato quando la stessa cosa viene fatta a noi: l'errore e' considerare gli altri diversi da noi: siamo tutti uguali, siamo tutte anime in cerca di illuminazione e, chi prima e chi poi, ci arriveremo; facciamo tutti parte della stessa Unita', che ci piaccia o no, ed accettare questo concetto non potra' farci che bene, ricordandosi inoltre che quello che nell'altro ci infastidisce e' solo lo specchio delle nostre paure ed insicurezze nascoste.

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