ATREYU

 

 

DA ANIMA AD ANIMA

Quel giorno, come quasi tutti gli altri giorni, lui stava viaggiando: solo nell’immenso spazio siderale, non sapeva se essere triste o felice, o meglio, sapeva di avere un sacco di motivi per non essere triste, ma doveva decidere se per essere felice aveva bisogno di qualcos’altro; cosi’, come fanno miliardi di individui in ogni istante in ogni parte dell’universo, si sorprese a fare un bilancio della propria vita.

Erano anni che viaggiava nello spazio; milioni e milioni di chilometri percorsi, da un mondo all’altro, ogni giorno incontrando popolazioni diverse, usi e costumi improponibili, personaggi stravaganti ed assolutamente normali, milioni e milioni di chilometri da solo, in quella che ormai era diventata la sua abitazione principale.

Passava piu’ tempo in viaggio che a casa, certo, ma soprattutto ogni volta che gli chiedevano di qualcosa, lui distrattamente rispondeva " ah si, e’ sulla astronave"; qualunque cosa, dalla piu’ complessa a quella di uso piu’ quotidiano, rispondeva sempre nello stesso modo, perche’ comunque si trovava a bordo, dove passava giorni e notti da solo, macinando distanze con noncuranza, ascoltando i propri pensieri e la propria musica.

Era circondato da tante persone che gli volevano bene, che apprezzavano la sua compagnia, che ascoltavano con grande interesse le sue idee e le sue storie; ogni tanto invitava qualcuno a casa sua, per riflettere e scambiarsi opinioni, per ascoltare musica o per una buona mangiata, di solito per tutte queste cose insieme.

Comunque, pur essendo prodigo di attenzioni verso tutti, viveva da solo ormai da un po’ di tempo; aveva provato a condividere la vita con qualcuno, e neanche per poco tempo, ma ad un certo punto si era reso conto di soffocare, e se n’era andato; amava la propria indipendenza, il non dover condividere la propria liberta’ con nessuno, il trovare le risposte in se stesso: amava stare a casa, la sua casa che aveva messo insieme pezzo per pezzo, con ogni particolare che parlava del suo gusto e del suo modo di essere, semplice ma profondo.

Tra un pensiero e l’altro era arrivato al pianeta di destinazione, il piu’ popoloso di tutta la galassia, quindi programmo’ l’orbita di stazionamento sul computer di bordo e ricomincio’ a pensare……

……Si sorprese a pensare a quel giorno, chissa’ che giorno era, quel giorno in cui, in uno dei vari gruppi di persone che frequentava, conobbe lei, una bella persona, simile a quelle che era abituato a frequentare, e l’aggiunse distrattamente alla lista delle persone simpatiche, piacevoli da incontrare ogni tanto: per lungo tempo la cosa rimase in questi termini, si vedevano sporadicamente insieme agli altri, scherzavano volentieri, si stimavano reciprocamente e si davano tacitamente appuntamento all’occasione successiva; d’altronde lui era solo, non doveva rispondere a nessuno, mentre lei era responsabile di una piccola comunita’, di cui parlava volentieri e con cui condivideva le piccole e le grandi gioie della vita, compresi quei momenti in cui la gioia in realta’ sembrava essere solamente un ricordo.

Lentamente, certo, adesso ne era consapevole, la situazione comincio’ a modificarsi, lui non avrebbe saputo dire in che momento preciso fosse accaduto, sta di fatto che per entrambi i sentimenti mutarono, impercettibilmente ma inesorabilmente, un giorno dopo l’altro: quando si incontravano, sempre insieme agli amici comuni, cercavano inconsapevolmente la vicinanza l’uno dell’altra, gustavano piu’ a lungo il piacere del discorrere e del ridere insieme, si trovavano quasi sempre d’accordo sugli argomenti piu’ svariati e…..Gia’, il ridere: lui non si ricordava una data precisa, questo no, pero’ era sicuro che fosse stato il sentirla ridere a risvegliare i suoi sentimenti: lei rideva di gusto, con gioia, con una risata coinvolgente, tutta la sua persona vibrava di allegria, ridevano i suoi occhi, le sue labbra, tutto il suo viso.

E poi era simpatica, dolce e …..

Era cosi’ assorto nei suoi pensieri che quando il computer segnalo’ uno sciame di meteoriti in avvicinamento anomalo, attivo’ le difese, si predispose all’urto, ma non se ne curo’ veramente. Continuo’ a pensare a lei, alla serenita’ che la sua vicinanza gli procurava. Ormai , ne era consapevole, pensava a lei spesso, forse troppo spesso: d’altronde non era piu’ un ragazzino, e neanche lei, certo; pero’ anche lei pensava spesso a lui, ne era certo, ne avevano parlato, lui lo capiva; capiva anche che lei aveva delle responsabilita’, non poteva lasciare la sua comunita’, tutta quella gente che aveva fiducia in lei, eccetera, eccetera…..Quante volte ormai si era fatto le domande e da solo si era risposto, quante volte….Lui era sicuro che lei lo amasse, almeno quanto lui l’amava; ed allora perche’, che senso aveva tutto questo nel disegno dell’universo, dove tutto, lo aveva imparato, ha un significato e tende al bene, dove ogni cosa, nel corso del tempo, trova una sua collocazione…..A ama B, B ama A, AeB partono insieme per una nuova vita, tutto semplice, no?!

Sara’ anche semplice - borbotto’ mentre guardava il pianeta sempre piu’ vicino, un’unica enorme citta’ dai poli all’equatore - pero’ io sono qui , da solo, mentre lei…..

Improvvisamente uno schianto, la coda della sua astronave fu tranciata da centinaia di piccoli meteoriti che si frantumarono sul suo scafo, facendogli perdere il controllo. Mezza astronave era in fiamme, con la coda dell’occhio riusci’ a scorgere un meteorite gigantesco che al suo fianco stava precipitando verso le cupole del pianeta. Gli baleno’ l’idea di sganciarsi con il guscio di salvataggio e abbandonare l’astronave al suo destino. L’immagine di lei non lo abbandonava, lui doveva tornare da lei; certo l’asteroide e la sua astronave avrebbero causato una strage la’ sotto….. Beh lui cosa c’entrava, aveva gia’ fermato con la sua nave tutti i frammenti piccoli, l’unica alternativa sarebbe stata dirigersi verso l’asteroide per farlo esplodere in volo, ma cosi’ non l’avrebbe piu’ rivista, lei avrebbe sofferto e lui non…..Si alzo’ dai comandi per dirigersi alla scialuppa, e di colpo la senti’, la sua voce chiara, forte gli risuono’ in testa, nelle orecchie, in tutto il corpo; come tutta la sua razza evoluta, sapeva usare la telepatia, ma solo su brevi distanze, e solo quando ognuno dei presenti aveva dato il proprio assenso al processo, ed in piu’ lui percepiva distintamente anche la sua presenza, cosa stava succedendo…..

Lei parlo’: " E’ vero, tutto nell’universo ha un significato, anche il nostro amore cosi’ apparentemente complicato: la forte attrazione che noi proviamo l’uno per l’altra non e’ che il modo piu’ primitivo ed immediato che la nostra anima, imprigionata nel corpo, trova per unirsi, per fondere insieme il nostro respiro: le nostre anime si sono gia’ amate, in varie parti e forme dell’universo, e questo e’ il motivo del nostro forte legame in questa vita: accettalo cosi’ com’e’, perche’ non importano le condizioni, se da padre o da madre, da figlia o da fratello, da amante o da amico, la sostanza non cambia: DA ANIMA AD ANIMA, IO TI HO AMATO, TI AMO E TI AMERO’."

Mentre lei parlava, alla sua mente erano arrivate migliaia di immagini, una di seguito all’altra, di varie vite precedenti, in cui lui e lei erano insieme: quando la sua voce tacque, riusci’ a fissarne soltanto una: erano insieme sul terzo pianeta di uno sperduto sistema solare, centinaia di anni prima, lei era un angelo dagli occhi verdi, con la stessa, identica risata sul viso………

Ancora scioccato, ma con grande serenita’ e determinazione, si sedette di nuovo ai comandi, e punto’ deciso verso il meteorite.

                                                                                                                                                               Atreyu

"noi ci ritroveremo ancora insieme, davanti a una finestra, ma molte molte lune in la’, e poche stelle in meno…….."         R.Vecchioni